Buzzword programming

18 aprile 2015 § Lascia un commento

Blah-Blah-Blah-Jargon-Buzzwords-300x206Leggo su TechRepublic che la programmazione funzionale sta per diventare di moda. Non so se questo sia un bene o un male. Non mi riferisco alla programmazione funzionale in sé, ma al fatto che stia diventando di moda, mainstream come dicono gli americani.

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Programmazione, tra arte e mestiere

3 dicembre 2012 § 1 Commento

developerNon è raro per chi è lontano dal mondo informatico vedere nel programmatore come una sorta di supereroe, un intermediario tra l’essere umano e la macchina, colui che piega un computer al suo volere a colpi di codice. In realtà, vedendo le cose un po’ più da vicino parte della magia svanisce, anzi in certi casi ci può essere il sospetto che chi ha il sopravvento sia la macchina da cui ci difendiamo con patch e service pack. Al di là delle considerazioni di chi vede la programmazione dall’esterno, dobbiamo ammettere che l’approccio a questo lavoro ha radici creative, tanto da poter essere considerata un’arte.

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C’è app e app…

30 ottobre 2012 § Lascia un commento

Mobile apps

Fonte: Cristiano Betta su Flickr

Un po’ sulla scia delle dichiarazioni di Zuckerberg a proposito della scelta di fare marcia indietro nella creazione di app basate su HTML5, ho seguito alcune discussioni online e offline sulla validità dell’approccio nativo rispetto a quello Web o viceversa. Spesso ho avuto l’impressione che i sostenitori di una corrente di pensiero e dell’altra sostenessero le loro tesi un po’ per partito preso, probabilmente ignorando i dettagli della soluzione antagonista. Tra l’altro, sembra essere quasi ignorata o sottovalutata l’esistenza di una terza alternativa, quella della app ibride.

Proverò in questo post a delineare i tre approcci e i relativi vantaggi e svantaggi che presentano nello sviluppo di app per le più diffuse piattaforme mobile.

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Windows Store: il declino di Microsoft?

19 ottobre 2012 § 2 commenti

Windows StoreIl prossimo 26 ottobre sarà la data ufficiale del rilascio di Windows 8. Una nuova versione del sistema operativo più diffuso al mondo con nuove funzionalità, nuove tecnologie e nuove problematiche di compatibilità con le applicazioni esistenti. Insomma, apparentemente nulla di… nuovo.
In realtà qualcosa di nuovo rispetto al passato c’è, non tanto in termini tecnici, quanto commerciali. Ora c’è Windows Store, il marketplace per la distribuzione di software per il neonato sistema operativo. Ormai uno store ce l’hanno tutti: ce l’ha Apple, ce l’ha Google, ce l’ha Canonical. Non poteva mancare Microsoft.

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Exit strategy, un aspetto da non sottovalutare

9 ottobre 2012 § Lascia un commento

Uscita di sicurezzaTra le mie reminiscenze letterarie c’è la confidenza di un investigatore che, quando entra in un locale, la prima cosa che prova ad individuare è la via di fuga, le uscite di sicurezza o secondarie. Non soltanto per se stesso, nel caso la situazione prendesse una brutta piega, ma anche per capire da dove possono sparire i soggetti sospetti.
Confesso di non essere in grado di risalire alla fonte di questo ricordo che probabilmente a prima vista non si presenta come un grande esempio di pensiero positivo: appena entrati pensare a come uscire non è certo il massimo dell’ottimismo, ma in certi contesti può aiutare a salvare la vita.

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Scegliere un software Open Source

28 settembre 2012 § 2 commenti

Fonte: Alan Cleaver (via flickr.com)

In questo periodo di crisi si insegue sempre più il risparmio su diversi fronti e, naturalmente, non poteva mancare anche il fronte del software. Tra i vari suggerimenti che circolano in rete (ma anche offline) c’è quello di utilizzare il software Open Source al posto di quello proprietario: niente costi di licenza, pochi vincoli e libertà di installazione e copia.
Tra l’altro reperire software Open Source è abbastanza semplice: basta cercarlo nei vari repository accessibili online come SourceForge, CodePlex, Google Code o GitHub, per citare i più noti. Lo scarichi, lo provi ed il gioco è fatto.

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Facebook e HTML5: i dolori del giovane Zuckerberg

17 settembre 2012 § Lascia un commento

Mark Zuckerberg

Fonte: JD Lasica su Flickr.com

E’ ormai risaputo che viviamo in un mondo facilmente influenzabile. Basta che qualcuno con una certa notorietà si pronunci, talvolta anche solo di striscio, su una determinata questione che le sue parole vengono prese come legge, spesso travisando quello che effettivamente è stato detto. Un recente esempio è la dichiarazione di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, a proposito di HTML5.

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