Ma quanto mi costi? – Parte II

31 gennaio 2007 § Lascia un commento

Nel post precedente ho parlato delle stime fatte da Ohloh sul costo dello sviluppo dei più noti progetti Open Source. Cifre di tutto rispetto che fanno un po’ vacillare l’idea che hanno molti a proposito degli sviluppatori Open Source come di quattro ragazzi che si divertono a scrivere codice.
Tra l’altro, contrariamente a quanto di solito si crede, anche per l’utente finale il software Open Source ha un costo.

Tralasciando l’uso domestico/personale, il suo utilizzo in un’azienda ha dei costi più o meno indiretti. Ad esempio, la formazione o l’autoformazione; nel caso di software di sistema, l’installazione e la configurazione; nel caso di migrazione da altri sistemi, la conversione dei dati, l’adattamento di procedure, l’integrazione con i sistemi pre-esistenti; da non dimenticare infine il supporto tecnico.

In realtà niente di più o di meno rispetto ai costi di gestione di un cosiddetto software proprietario.
Ma allora, se si escludono i costi iniziali di acquisizione, cioè i costi di licenza, quali sono i vantaggi dell’utilizzo di un software Open Source rispetto a quello proprietario?
Forse è il caso di rileggere le libertà citate in questo articolo.

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