Fare soldi con l’Open Source

9 marzo 2007 § 1 Commento

Antonio Fini sul suo blog, prendendo lo spunto da uno scambio di opinioni tra Dave Tosh e Stephen Downes, si chiede se si può (soprav)vivere con l’Open Source. Mi sembra di capire che la sua opinione non è molto ottimistica e si chiede se, in fin dei conti, la sopravvivenza dei progetti Open Source sia legata alla ricerca di uno sponsor.

A mio parere occorre fare alcune distinzioni e cercare di capire perchè un’azienda, un professionista, un gruppo di amici decide di sviluppare software Open Source. Credo di avere individuato le seguenti quattro motivazioni:

  1. Per principio
    E’ lo spirito che anima i sostenitori del Free Software; anche se dal punto di vista pratico il Free Software ha grosso modo le stesse caratteristiche del software Open Source, i sostenitori del Free Software sviluppano i loro progetti facendosi guidare dai famosi 4 principi di libertà, diritti sacrosanti dell’utente.
    Ottimi principi, per carità, ma in questo caso credo che l’aspetto economico diventi di secondaria importanza.
    Probabilmente i progetti che adottano l’Open Source per principio sono quelli che per sopravvivere si appoggiano più sulle donazioni e sugli sponsor, da quì la natura precaria se non si raggiunge un certo grado di diffusione ed apprezzamento da parte degli utenti.
  2. Per essere competitivo
    Qualche azienda decide di rilasciare i propri prodotti con licenza Open Source per contrastare la concorrenza ottenendo una più rapida diffusione del prodotto e creando una comunità che lo possa sostenere. E’ stato il caso di Netscape con Navigator/Mozilla, ma anche di Sun con OpenOffice.
  3. Per facilitare la crescita del prodotto
    Uno dei possibili obiettivi di chi rilascia un prodotto con licenza Open Source potrebbe essere quello di richiedere collaborazioni per far crescere il prodotto aggiungendo funzionalità, facendo il porting su altre piattaforme, ecc.
    Diciamo che questo si trasforma in un risparmio di risorse nella crescita di un prodotto
  4. Per una questione di moda
    Se si rilascia il proprio software in modalità Open Source solo perchè lo fanno anche gli altri, non credo che si andrà molto lontano🙂

E’ naturale che prima di decidere le modalità di rilascio del proprio software occorre fare una attenta valutazione dei pro e dei contro in base agli obiettivi che ci si è posti. Non è detto che l’approccio Open Source sia il migliore per un determinato obiettivo.
Se l’obiettivo è guadagnare, la cosa si fa complicata senza una adeguata strategia. Come dicono anche gli stessi sostenitori del Free Software, non è il software di per sè che ti può far guadagnare, ma le attività connesse al software: consulenza, personalizzazioni, installazioni, configurazioni, integrazioni, documentazione, ecc.
Il software pubblicamente distribuito è una risorsa pubblica, accessibile a chiunque. Per riuscire a guadagnare da questa risorsa pubblica e quindi sostenere la propria attività devo avere una strategia e delle competenze appetibili dai potenziali clienti.

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