Questioni culturali

28 aprile 2009 § Lascia un commento

Qualche giorno fa sono stato contattato da un potenziale cliente per avere alcune delucidazioni su un pacchetto di font di IDAutomation di cui siamo partner.
La domanda era relativa alle licenze. Il pacchetto di font prevede licenze per singolo sviluppatore, per cinque sviluppatori e così via. Il dubbio dell’interlocutore era concentrato sulle modalità di controllo della licenza: “Ma se io compro la licenza per uno sviluppatore e poi la installo su più PC, chi controlla? C’è un meccanismo di verifica? In fondo si tratta solo di font…
Non ho potuto che confermare che non c’è alcun controllo tecnico sul numero di installazioni, ma si tratta soltanto di un vincolo legale, ma non per questo meno valido.

Questa conversazione ha riacceso in me vecchi pensieri sulla mentalità dell’homo italicus (ma non solo…). L’homo italicus tende a non rispettare le regole se qualcuno non vigila. Lo fa per indole. Perchè essere furbi è un valore, come insegnano le barzellette che ci raccontavamo da bambini.

Ma il non rispettare le regole ha un costo che in qualche modo paghiamo tutti.
Ad esempio, vuol dire che chi sviluppa software per difendersi dalla pirateria deve prevedere un meccanismo di controllo delle installazioni o un sistema anti-copia. In altre parole deve ricorrere al DRM con conseguente aggravio del costo del software.
Oppure vuol dire che il prezzo di un software aumenta per fronteggiare i mancati introiti.

Ma ovviamente questo non accade soltanto per il software. La mentalità del “tutto quello che si può materialmente fare è più o meno lecito” ha ripercussioni in diversi settori ed aspetti della nostra vita e lo sappiamo bene: dalle tasse ai contratti, dal codice della strada alle code agli sportelli. I furbi sono dappertutto!

Probabilmente si tratta di una questione culturale. Una questione culturale che ha un costo elevato.
Se ci si potesse fidare pienamente l’uno dell’altro non ci sarebbe bisogno di DRM, nè di avvocati per un semplice accordo, nè di porte blindate, nè di antifurti, …
Potremmo concentraci sull’essenza delle cose e provare a farle meglio. Ma forse questa è… l’isola che non c’è!

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