Open Source: dalla filosofia al mercato

11 febbraio 2010 § Lascia un commento

Da alcuni giorni ComputerWorld online ha lanciato un nuovo blog, SistemAperto, curato da Italo Vignoli, presidente del PLIO, che ha come oggetto “Riflessioni sul mondo Open Source“.
Non conosco Italo, ma i primi due post mi hanno dato l’idea che si tratti di un tipo “concreto“. In particolare, mi ha colpito la frase del suo post d’apertura:

Fino a quando il movimento open source continuerà a guardare un po’ troppo a Richard Stallman e un po’ troppo poco al mercato non riuscirà a uscire dalla nicchia degli early adopter.

Non posso che essere d’accordo con Italo. Questa frase racchiude in sintesi quello che traspare, purtroppo, troppo spesso tra i sostenitori del Free Software: la filosofia prima di tutto.
Una visione manicheista del mondo del software, dove il bene sta nel Free Software ed il male nel cosiddetto software proprietario. Ma nel calderone dei cattivi spesso finiscono anche i sostenitori dell’Open Source, cioè di coloro che ritengono che le libertà di Stallman non siano un dogma di fede.
Insomma, chi non è con noi è contro di noi.

Credo che alla diffusione concreta del software Open Source abbiano contribuito molto più gli enti e le aziende che non si sono barricate dietro principi filosofici che le varie campagne di demonizzazione e le crociate contro il software proprietario.

Se il Free Software/Open Source vuole entrare efficacemente nel mercato del software deve imparare a parlare la lingua del mercato, senza mostrare quell’irrigidimento in principi filosofici che può risultare controproducente.

Amen.

Da alcuni giorni ComputerWorld online (http://www.cwi.it) ha lanciato un nuovo blog, SistemAperto(http://www.cwi.it/blogs/sistemaperto/) curato da Italo Vignoli, presidente del PLIO, che ha come oggetto

“Riflessioni sul mondo Open Source”.
Non conosco Italo, ma i primi due post mi hanno dato l’idea che si tratti di un tipo “concreto”. In

particolare, mi ha colpito la frase del suo post d’apertura:

“Fino a quando il movimento open source continuerà a guardare un po’ troppo a Richard Stallman e un po’ troppo

poco al mercato non riuscirà a uscire dalla nicchia degli early adopter.”

Non posso che essere d’accordo con Italo. Questa frase racchiude in sintesi quello che traspare, purtroppo,

troppo spesso tra i sostenitori del Free Software: la filosofia prima di tutto.
Una visione manicheista del mondo del software, dove il bene sta nel Free Software ed il male nel software

proprietario. Ma nel calderone dei cattivi spesso finiscono anche i sostenitori dell’Open Source, cioè di

coloro che ritengono che le libertà di Stallman non siano un dogma di fede.
Insomma, chi non è con noi è contro di noi.

Credo che alla diffusione concreta del software Open Source abbiano contribuito molto più gli enti e le aziende

che non si sono barricate dietro principi filosofici che la FSF con le sue campagne di demonizzazione e le

crociate contro il male.

Se il Free Software/Open Source vuole entrare nel mercato del software deve imparare a parlare la lingua del

mercato, senza mostrare quell’irrigidimento in principi filosofici che può risultare controproducente.

Amen.

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