Posta Elettronica Certificata: quali alternative?

25 giugno 2010 § Lascia un commento

La legge che introduce l’obbligatorietà della PEC per aziende e professionisti cita la possibilità di utilizzare tecnologie alternative.
Sono in molti ad avere accolto con favore questa piccola aggiunta alla versione precedente della legge. Non siamo costretti ad utilizzare esclusiamente la PEC come strumento di corrispondenza legale, ma possiamo adottare anche tecnologie equivalenti.
Bene! Ma cosa vuol dire questo in pratica?

C’è chi ha individuato subito nei certificati S/MIME l’alternativa valida alla PEC ed ho avuto uno scambio di idee a tale proposito su questo blog. Seppure mi auguro che esista una alternativa valida alla PEC che mi eviti di dovermi affidare ad un nuovo provider, la tesi dei sostenitori dei certificati S/MIME non mi convince e credo si faccia confusione tra la certificazione del mittente, la garanzia di integrità del messaggio e la certificazione della consegna del messaggio stesso.

Ma facciamo un esempio concreto prendendo in prestito i classici Bob e Alice tanto cari agli americani.

  • Bob vuole inviare una raccomandata elettronica ad Alice per intimarla a pagare un suo vecchio debito.
  • Bob decide di utilizzare un certificato S/MIME per firmare il messaggio di posta elettronica. Bob attiva anche la richiesta di conferma di ricezione del messaggio, giusto per essere sicuri che Alice riceva il suo sollecito.
  • Alice riceve il messaggio di Bob, ma decide di prendere tempo e non invia la conferma di ricezione.
  • Dopo qualche tempo Bob, non vedendo ancora saldato il proprio credito, cita in giudizio Alice, la quale subito si difende dicendo di non aver mai ricevuto alcun sollecito di pagamento.

Come fa Bob a dimostrare di avere inviato una raccomandata elettronica e che Alice l’ha effettivamente ricevuta?
Semplice! 🙂 Basta individuare il provider di posta elettronica di Alice, chiedere gentilmente di poter visionare il log del server di posta del giorno in cui Bob ha spedito l’e-mail ad Alice e verificare se quel giorno Alice ha scaricato la posta.
Una cosa alla portata di tutti… 🙂

E se il provider dice che non può fornire queste informazioni per proteggere la privacy di suoi clienti? Oppure, se la richiesta arriva dopo molto tempo e i log sono ormai stati eliminati?
Insomma, la garanzia dell’avvenuta ricezione della raccomandata di Bob si basa sulla buona volontà di Alice, di solito cosa molto rara quando si arriva al punto di inviare raccomandate.

Allo stato attuale io sto ancora aspettando l’alternativa alla PEC che ne superi i limiti principali:

  •  impossibilità di utilizzarla per comunicazioni all’estero
  • impossibilità di utilizzare l’attuale indirizzo di posta elettronica (salvo certificazione del dominio)
  • casella di posta vincolata ad un fornitore (se cambio fornitore devo cambiare indirizzo di posta elettronica)
  • impossibilità di utilizzare un server di posta proprio (a meno che non sei un gestore accreditato presso il CNIPA)

Se qualcuno ha un’alternativa reale da suggerire si faccia avanti…

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